01/04/2008
Inaugurata la nuova biblioteca
SAN BUONO – Nell’ambito della settimana della cultura è stato inaugurata la nuova biblioteca del museo  dalla Fondazione per l’arte e l’archeologia del vastese.
Domenica scorsa, alla presenza di Amalia Faustoferri (Sovrintendenza ai Beni Culturali d’Abruzzo), Giuseppe Di Santo (Sindaco di San Buono), Nicolino Ottaviano (Comunità Montana del Medio Vastese), Marco Rapino e Davide Aquilano (Cooperativa Parsifal) si è aperta ufficialmente la nuova biblioteca che andrà ad arricchire l’offerta culturale della Fondazione museo, che sta diventando il vero raccordo della storia antichissima, antica e medioevale di quest’area. La quale, come dimostrano le schede didattiche della sezione archeologia, pure presentate nel corso della cerimonia di domenica, è un’area storico archeologica che non ha niente da invidiare a realtà come Sulmona, tanto per fare un esempio.
Proprio dalle schede (che ripetono il percorso storico cronologico dello stesso museo) si comprende infatti di quanta archeologia e di quanta storia sono intrise le nostre realtà. Abbiamo castelli come quello di Palmoli e Monteodorisio che tutti conoscono, ma anche i templi italici di Schiavi d’Abruzzo ed oggi ritrovamenti di tutto rispetto come la villa romana di S. Salvo, la chiave di Erentas a Tufillo, i fossili dell’antico elefante di Scerni. E potremmo andare avanti passo passo per tutti i centri del vastese, le cui realtà urbane (come quelle dell’intera regione) erano inserite nel perimetro dei municipi di Histonium (Vasto) e Terentum (Trivento) e quindi a contatto con l’antica Roma, da cui ovviamente importarono il modello urbano.
Insomma una storia di tutto rispetto, con reperti che gli ultimi scavi, anche casualmente, hanno riportato alla luce, ma che sarebbero rimasti sconosciuti se non vi fosse stata l’azione politico amministrativa di questa Comunità Montana e l’impegno operativo ed appassionato di esperti come quelli immortalati nella foto,  che hanno ideato, curato e seguito il museo raccordo di quasi tutti i reperti e i ritrovamenti del vastese. Anzi questo luogo ne è anche fisicamente la dimora, poiché nelle eleganti stanze dell’ex convento ci sono resti dell’arte funeraria da Schiavi a San Salvo e i resti di anfore tardo romane di tutto il Trigno, oltre a fossili ed eredità dell’età del ferro.
Attraverso le visite al museo (che in questa settimana sono state gratuite) e soprattutto con la consultazione delle schede didattiche, i nostri ragazzi delle scuole potranno di beneficiare di un’offerta “storica” che darà loro la consapevolezza di vivere in un’area che sa valorizzare le proprie radici e ne è orgogliosa.
        Orazio di Stefano