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Posto su un ameno colle tra gli alvei dei fiumi Treste e Sinello, a circa 20 Km da Vasto, Furci gode di uno splendido panorama che spazia dal massiccio della Majella alle Isole Tremiti, tanto da poter essere definito una “terrazza” sull’Adriatico.
Numerosi reperti archeologici testimoniano di un paese dalle forti radici sociali: sono stati rinvenuti monili e monete che riportano la storia del paese e le sue origini tra il I secolo a.C. e il II secolo d.C.. Scarse sono le notizie di Furci nel corso dei secoli. Di sicuro il borgo conobbe uno dei periodi di maggior splendore in epoca medievale, allorché era infeudato ad Odorisio, conte di origine franca.
A tutt’oggi è possibile ammirare un imponente torrione circolare di età alto-medievale e resti delle mura inglobati nel tessuto edilizio del borgo più antico.
Il paese è noto per aver dato i natali al Beato Angelo, frate agostiniano vissuto tra il XIII e il XIV secolo, considerato grande taumaturgo, il cui culto è profondamente radicato non solo in Abruzzo ma anche nel vicino Molise, tanto da richiamare a Furci, ogni anno, migliaia di pellegrini, specie in occasione della festività del 13 settembre.
Da visitare sono l’antico borgo medievale con le sue caratteristiche viuzze (“ruelle”) e gli splendidi palazzi ottocenteschi,la Chiesa di San Sabino Vescovo, risalente al 1500, trinavata con cupola e cappelle laterali con prospetto classicheggiante frontonato e interni baroccheggianti, impreziosita da un maestoso campanile,la Cappella del Beato Angelo, eretta sui resti della sua casa natia ed il Santuario del Beato Angelo, di recente costruzione, dove sono custodite le spoglie del santo patrono.
I visitatori, arrivando a Furci, troveranno un ambiente ospitale, immerso nel verde e dall’aria incontaminata, e avranno la possibilità di degustare le specialità enogastronomiche locali quali la ventricina, “l’cellarchien”, il vino cotto.
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